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Progetto Pedagogico

1 – Le finalità

L’asilo nido Piccolo Principe colloca al centro dell’attenzione il bambino, la sua identità culturale, la sua famiglia, il suo mondo.
La programmazione pedagogica che segue si pone quindi finalità educative che non intendono prescindere da queste considerazioni e da queste scelte.
Al fine di svolgere al meglio la propria attività educativa l’Asilo Nido Piccolo Principe si impegna nelle seguenti direzioni:

  • attenzione al bambino e alla sua famiglia attraverso servizi diversificati, flessibili e funzionali alle esigenze di ciascun nucleo familiare
  • programmazione didattica annuale, realizzata in comune accordo tra le educatrici e con la supervisione della Direttrice didattica e della Pedagogista
  • personale qualificato a tutti i livelli in base alle competenze
  • collaborazione di esperti esterni per lo svolgimento delle attività extracurriculari, della pedagogista e della pediatra
  • ambiente accogliente, materiali didattici costantemente aggiornati e diversificati, contesto famigliare, piacevole e confortevole
  • attività didattica programmata giornalmente dalle educatrici, diversificata per sezione e in armonia con il piano didattico
  • attenzione alle relazioni per lo sviluppo della socialità sia nelle normali attività didattiche, sia attraverso le attività extracurrilculari come la psicomotricità relazionale e il laboratorio di musica
  • proposte di attività adulto-bambino sia per favorire la condivisione di esperienze tra il bambino e la sua famiglia,sia per favorire il “continuum educativo” scuola-famiglia
  • le educatrici si occuperanno in particolare di favorire lo sviluppo del bambino secondo le seguenti linee ossia: sviluppo cognitivo, sociale, affettivo, motorio, al fine di stimolare e sostenere il suo cammino verso l’autonomia
  • particolare attenzione all’aspetto emotivo in tutte le sue manifestazioni

2 – Gli obiettivi educativi

Gli obiettivi educativi si esprimono attraverso attività didattiche che favoriscono lo sviluppo del bambino in tutti i suoi aspetti (sociale, motorio, cognitivo, linguistico, affettivo-emotivo).
L’attenzione viene posta sulla centralità dell’autonomia come obiettivo da raggiungere nel rispetto dei tempi del bambino, dei suoi ritmi d’apprendimento delle sue potenzialità di sviluppo.
La costruzione della sua identità nasce dal rispetto per la sua cultura, la sua provenienza, il suo mondo famigliare. Vengono proposte attività multiculturali, oltre chè tavole rotonde per la condivisione di esperienze diverse ma importanti ai fini di un progetto educativo comune.
L’apprendimento diventa centrale per lo sviluppo e viene favorito attraverso la capacità delle educatrici di porre i bambini nella condizione migliore per fare esperienze e favorire così le conoscenze.
Viene posto l’accento sulla centralità del “fare”, in un momento in cui il bambino si trova ancora in una fase senso-motoria, impara cioè principalmente attraverso i sensi e la motricità. Vengono favorite le attività pratiche, le azioni manuali, l’uso dei cinque sensi.
Si pone l’accento sulle competenze anziché sulle conoscenze, per favorire l’apprendimento pratico che è la struttura di ogni ragionamento astratto futuro.
La programmazione didattica intende favorire le seguenti competenze: sociali, linguistiche, motorie, partecipative.

3 – L’inserimento

L’inserimento rappresenta un momento molto importante sia per il bambino sia per la famiglia.
Le modalità di svolgimento dell’inserimento si basano su una importante considerazione ossia che un buon inserimento è alla base di un buon anno scolastico.
Per quanto riguarda il bambino, l’inserimento rappresenta il primo distacco dalla famiglia, cambiano le abitudini e i rapporti, è un momento che per essere compreso e accettato, necessita di gradualità e flessibilità.
Per quanto riguarda la famiglia, l’inserimento rappresenta il primo momento in cui il proprio figlio entra in comunità senza la presenza dei genitori. Viene delegata ad un’altra persona quella protezione che per mesi è stata esclusiva della famiglia.
Per accompagnare questo delicato momento, l’Asilo Nido Piccolo Principe programma accuratamente gli inserimenti, garantendo un rapporto individuale e costante con il nucleo mamma-bambino e tenendo presenti le caratteristiche e i tempi di ciascuno.
Vengono compilati dei questionari informativi da parte della famiglia per conoscere le abitudini del bambino e si sceglie una educatrice di riferimento per condurre l’inserimento di ciascuno. Inoltre la pedagogista e la pediatra si occupano dei colloqui di inizio-anno, sia per conoscere i genitori sia per raccogliere informazioni utili sui bambini. In questo modo, anche ai genitori viene offerta la possibilità di conoscere le figure che operano all’interno dell’Asilo attraverso un dialogo e un clima accogliente e cordiale.
Altri strumenti importanti a sostegno dell’inserimento sono i colloqui con le educatrici: i genitori raccontano tutto ciò che riguarda il bambino, le sue abitudini, le caratteristiche comportamentali, notizie sull’alimentazione, il sonno…
E’ un momento di conoscenza reciproca e di presentazione, propedeutico al “continuum educativo” asilo-casa, necessario per una buona azione educativa.
L’obiettivo dell’inserimento è quello di favorire un buon adattamento del bambino alla vita del nido.
La metodologia sopra descritta è basata sulla gradualità, flessibilità e con la figura di riferimento.
Ciascun inserimento richiede circa due settimane.

4 – La giornata al nido

All’interno dell’asilo nido, la gestione e l’organizzazione del tempo viene programmata come qualsiasi altra attività poiché favorisce quella sicurezza di cui i bambini necessitano.
Il bambino piccolo non possiede la nozione del tempo, ma riconosce il passare delle ore attraverso la conoscenza delle attività che di volta in volta vengono svolte e scandiscono la sua giornata:

1 – l’entrata e l’accoglienza
2 – piccola colazione a base di frutta
3 – gioco libero
4 – attività centrale della mattinata
5 – sala igienica
6 – pasto
7 – gioco libero
8 – la nanna
9 – la merenda
10 – l’uscita

Il personale viene organizzato in base a questi momenti con una maggiore presenza durante il pasto ed una diversificazione durante le altre attività.
Una volta alla settimana, l’attività centrale della mattinata è dedicata alle attività extracurriculari come il laboratorio di psicomotricità, la musicoterapia e la piscina (solo per i grandi senza pannolino).
Una volta al mese la pedagogista è presente durante questi momenti, raccoglie informazioni, programma in accordo con le educatrici le attività da svolgere, sviluppa la sua attività di supervisione.

5 – L’organizzazione degli spazi

Tutti gli ambienti sono stati creati per favorire il benessere del bambino all’interno dell’asilo, tenendo conto dell’importanza dei colori nella scelta degli arredi, delle pareti, dei materiali e di tutto quanto può contribuire a favorire la giornata del bambino all’interno dell’ambiente-nido.
Ogni aula accoglie bambini di fascia diversa d’età:

  • la stanza giorno dei lattanti e la stanza riposo lattanti
  • la stanza giorno dei divezzini (piccoli 12-24 mesi)
  • la stanza giorno dei divezzi (grandi 24–36 mesi)
  • due stanze riposo per divezzini e divezzi

All’interno di ogni aula esistono delle zone che favoriscono alcune attività:

  • l’angolo della lettura
  • l’angolo delle attività pratiche
  • l’angolo morbido

Inoltre, vi sono alcuni spazi comuni che vengono utilizzati dalle educatrici in particolari momenti educativi come:

  • l’angolo della cucina
  • l’angolo dei travestimenti
  • l’angolo della psicomotricità
  • l’angolo delle attività di pittura, manipolazione, disegno
  • la sala igienica dei divezzi e divezzini

Tutti gli ambienti favoriscono gli spostamenti e i movimenti in condizioni di sicurezza e autonomia.

6 – Arredi, materiali, oggetti e giocattoli

Gli ambienti sono accoglienti e colorati con simpatici disegni alle pareti.
Gli arredi sono piacevolmente studiati per il colore, le forme e la funzionalità e contribuiscono a creare ambienti allegri e stimolanti.
L’angolo della cucina è un ambiente molto caratteristico, che riproduce una vera cucina, con pentoline, forno, alimenti giocattolo, …in modo tale che i bambini possono vivere e riprodurre situazioni famigliari.
Tutto l’ambiente è strutturato, nulla è lasciato al caso, poiché è funzionale allo sviluppo di tutte le potenzialità del bambino, lasciandolo libero di muoversi, spostarsi, relazionarsi.
All’interno di questi spazi è importante che il bambino riceva stimolazioni diversificate che gli permettano di “ritrovarsi”, di riconoscere i propri luoghi, gli angoli, i giochi e gli spazi.
E’ importante che scelga i luoghi più appartati per la sua privacy o quelli aperti, per giocare con gli altri bambini, che vi sia il suo lettino, il suo asciugamano, il suo bicchiere…tutto questo è importante per la costruzione della sua identità, e la strutturazione del sé all’interno dell’Asilo Nido.

7 – La relazione educativa

La relazione educativa avviene a diversi livelli: sia tra pari sia nel rapporto bambino- adulto.
L’Asilo Nido è il luogo per eccellenza all’interno del quale per la prima volta il bambino si relaziona con altri bambini, inizia così il suo cammino verso la socializzazione, attraverso una serie di passaggi che partono dall’osservazione fino al suo completo inserimento nel gruppo.
Inizialmente il bambino molto piccolo tende a giocare da solo, si assiste ad un tipo di gioco definito “parallelo”, durante il quale più bambini giocano vicini, condividono gli spazi ma non si relazionano.
In realtà, la condivisione degli spazi è già un passo molto importante, solo successivamente potremo assistere agli scambi e alla nascita di una vera relazione, anche se spesso conflittuale.
Il rapporto con l’adulto si stabilisce immediatamente, già nella fase di inserimento, quando il bambino sceglie la sua figura di attaccamento, l’educatrice che più di altre lo accompagnerà in questo percorso e dalla quale via via, imparerà ad allontanarsi mano a mano che acquisisce sicurezza e fiducia nell’ambiente che lo circonda.
A fare da sfondo ad ogni relazione educativa vi è il gioco, che rappresenta la condizione primaria per lo sviluppo del bambino.
Le aule sono attrezzate con molti giochi, molto importante però è il gioco finalizzato alle attività di scoperta e invenzione, ossia, tutti quei materiali che servono per inventare nuove cose, giocare con attrezzature sconosciute, favorire la creatività a scapito del gioco confezionato, molto di moda negli ultimi anni.
I bambini oggi hanno la possibilità di ricevere molti giochi, è quindi importante che all’asilo venga favorito un modo diverso di giocare, attraverso metodologie didattiche che favoriscano l’ effettiva “esperienza del gioco” che è la reale attività di crescita del bambino.
Le educatrici suddividono le attività di gioco in:

  • gioco libero
  • gioco strutturato
  • giochi creativi
  • giochi motori
  • giochi da tavolo

Tutte queste modalità sono supervisionate, monitorate e valutate dall’equipe di lavoro.
Durante lo svolgimento delle attività le educatrici sono organizzate in modo tale da poter seguire i bambini nella loro individualità, rispettando i loro tempi e ritmi di apprendimento.

8 – Proposte di gioco e attività didattiche

Tutte le proposte di gioco e le attività didattiche sono finalizzate allo sviluppo della percezione, del movimento, del linguaggio e allo sviluppo cognitivo.
Le attività proposte dalle educatrici sono le seguenti:

Drammatizzazione
La drammatizzazione è una delle attività preferite dai bambini perché favorisce in loro lo sviluppo del gioco simbolico. I bambini in età di asilo nido presentano caratteristiche cognitive che si manifestano nei comportamenti proprio con la comparsa di questo tipo di gioco che permette loro di riprodurre situazioni osservate altrove, interiorizzando, ruoli, persone, comportamenti…
Al nido è presente il “carrello dei travestimenti” che ha proprio lo scopo educativo di sostegno a questa attività. Al suo interno si trovano vestiti vari, cappelli, accessori, scarpe, trucchi..
Questa esperienza necessita di un ambiente famigliare, con specchi per guardarsi e accessori a portata di bambino.
Se quella appena descritta è un’attività spontanea, la drammatizzazione viene anche organizzata in modo strutturato attraverso le recite di routine che si svolgono durante l’anno.

Disegno
Il disegno è tra le attività più naturali del bambino.
Necessita di un ambiente apposito, accessoriato di tutto il necessario, fogli, colori, matite e pennarelli…
Tutto il suo mondo interiore emerge attraverso il disegno, per questo è molto importante utilizzarlo come strumento di conoscenza, spontaneo, naturale, non invasivo.
Il bambino manifesta molto presto l’esigenza di disegnare, infatti il disegno nella sua rappresentazione grafica subisce una vera e propria evoluzione che va dallo scarabocchio al disegno finito.
E’ molto importante l’uso dei colori, dapprima casuale e poi scelto secondo precise indicazioni.
Al nido il disegno può essere spontaneo o guidato a seconda dell’età del bambino e del tipo di attività.

Pittura
L’esperienza grafo-pittorica è un’avventura in cui l’uso della mano si rivela determinante: toccare e sperimentare nuove sensazioni tattili permette al bambino di interiorizzare questo linguaggio.
La pittura a dita è quella più funzionale alle caratteristiche dei bambini molto piccoli perché permette il contatto diretto con il colore e la sua consistenza.
Inoltre, permette al bambino di esprimersi liberamente su un foglio grande, lavorando sullo spazio e sviluppando la motricità fine.
L’angolo della pittura deve possedere particolari requisiti ossia, pareti dove appendere i fogli per la pittura in verticale, appositi carrelli per i colori, pennelli, contenitori vari.

Manipolazione
La manipolazione è l’abilità motoria principale, propedeutica ad ogni esperienza.
L’ambiente deve essere comodo, dove i bambini possono lavorare su tavolini o a terra, contenitori per i materiali, cerate da stendere, attrezzi da lavoro.
Questa attività inizia sin dai primi mesi ed evolve nel tempo.
Inizialmente rappresenta un’esperienza tattile, successivamente un’attività manipolatoria vera e propria: il bambino inizia a dare forma alle cose, modificandole a suo piacimento, senza condizionamenti, esprimendo e sviluppando al massimo la motricità fine e la creatività.
I materiali utilizzati sono diversi: farine, creta, pongo, alimenti..

Riproduzione di oggetti con materiali di recupero
Al fine di favorire lo sviluppo della creatività e dell’intelligenza vengono proposte attività come la riproduzione di oggetti con materiali poveri o di recupero. In genere si tratta di pietre, conchiglie, foglie, cucchiai di legno, tappi di sughero, scatole da scarpe, gusci di noci…
Il ruolo dell’adulto è quello di raccogliere i materiali, selezionarli e prepararli organizzando così l’attività, il resto lo fa il bambino…
L’attività deve svolgersi in un ambiente ordinato con disegni alle pareti per eventuali ispirazioni, oggetti da riprodurre, contenitori con i materiali divisi secondo la tipologia.

Lettura
Per lettura al nido si intende la lettura delle immagini dove il bambino viene stimolato all’osservazione e al racconto.
Questa attività è propedeutica alla lettura vera e propria che interviene successivamente.
E’ un’esperienza che piace molto ai bambini perché permette loro di esprimersi sperimentando il loro linguaggio verbale.
Anche l’educatrice spesso legge delle storie ai bambini, favorendo e sviluppando la capacità di ascolto, altrettanto importante in futuro.
Vengono utilizzati libri, libri cartonati, libri tridimensionali, giornali,..
Si inizia con immagini semplici per proseguire con immagini sempre più complesse, ricche di particolari da osservare, descrivere, interiorizzare.
Perché questa attività venga svolta correttamente è importante il setting. Infatti all’asilo è sempre presente un’ angolo, caratterizzato dalla presenza dei libri, da cuscini, tappeti, divanetti e poltroncine per favorire il relax ed imparare ” l’arte della lettura”.

Giochi con l’acqua
Durante l’anno all’interno del nido si svolgono giochi con l’acqua attraverso apposite vasche costruite allo scopo, dove i bambini ponendosi intorno hanno contatto con questo elemento in modo sereno e fisiologico.
L’acqua infatti è l’elemento che ha tenuto compagnia al bambino nella sua vita intrauterina, per questo offrire al bimbo l’occasione di giocare con l’acqua significa infondere “cose buone” ed educarlo alla conoscenza dell’elemento base della vita.
I giochi vengono svolti con l’ausilio di bicchieri, secchielli, giochi gonfiabili….

9 – Attività extracurriculari (Facoltative)

Le attività extracurriculari non sono comprese nella retta.

Laboratorio di Musicoterapia
Il laboratorio è annuale, una volta alla settimana, con cicli di 12 lezioni e comprende un’ incontro individuale con i genitori a fine ciclo.

Acquaticità in Piscina
Viene proposta da una volta alla settimana dal mese di Marzo solo per i bambini della sezione dei grandi e senza pannolino, i bambini vengono accompagnati con personale della struttura con il pulmino della piscina “Vigone” di via Vigone 70.

10 – Strumenti educativi

Gli strumenti educativi utilizzati si basano principalmente sulla programmazione pedagogica che viene effettuata alla fine di ogni anno scolastico in funzione di quello successivo.
La programmazione didattica è compito delle educatrici che si occupano di scegliere gli argomenti in un clima di condivisione e scambio, con la supervisione della pedagogista. Quest’ultima firma la programmazione e si accerta dell’andamento durante l’anno attraverso incontri con le educatrici e con la sua presenza mensile all’interno delle aule per supervisionare il lavoro delle educatrici, accogliere suggerimenti, proposte, modifiche quando necessario.
L’osservazione è il primo strumento utile per programmare le attività.
Questa riveste molta importanza, si effettuano delle annotazioni scritte che vengono consegnate alla Pedagogista come materiale sul quale discutere durante gli incontri con le educatici stesse.
La valutazione specifica si effettua al termine di ogni attività, mentre durante l’anno vengono programmati due incontri per valutare lo svolgimento del piano didattico. Vengono compilati dei questionari sia dalla pedagogista che dalle educatrici che servono come documentazione pedagogica.

11 – I professionisti

La direttrice:
è la responsabile dell’asilo nido ed esercita una supervisione sia sul personale che sulla pediatra e la pedagogista.
Organizza gli incontri con gli specialisti e controlla lo svolgimento e l’attuazione del piano didattico.
Verifica il benessere dei bambini e la soddisfazione dei genitori. Piccolo Principe è una società diretta dalla Sig.ra DI PRIMA GIANNINA esperta tecnica ( normative vigenti in materia igienico-sanitaria ) in quanto proviene da un’esperienza di ex ispettrice A.S.L. Di Torino svolta dal 1977 al 2000. Dalla Sig.ra DI PRIMA ORIELLA responsabile di tutta la parte Amministrativa, Fiscale, Giuridica.

La pediatra:
La nostra pediatra non sostituisce il pediatra di riferimento della famiglia ma si occupa esclusivamente di controllare la salute della collettività, al fine di tutelare la comunità.
E’ responsabile dei menù che vengono preparati giornalmente e nel caso in cui insorgano problematiche particolari, viene coinvolta ogni volta che il caso necessita. ( es. Menù specifici da inserire per bambini con allergie alimentari e/o circostanze etiche religiose)
La pediatra si occupa anche dell’aggiornamento delle educatrici in termini di nuove disposizioni in materia igienico-sanitaria.
Per questo è presente in sede per individuare problemi di carattere generale sia per consulenze individuali in caso di bisogno.

La pedagogista:
è responsabile dell’attività didattica e dei rapporti con le famiglie.
Durante l’inserimento del bambino è previsto un dialogo di conoscenza con i genitori e durante l’anno incontri periodici di comunicazione e consulenza individuale.
Oltre agli incontri individuali sono previsti momenti di informazione attraverso riunioni e convegni a sostegno della genitorialità. All’inizio dell’anno la pedagogista con la direttrice e le educatrici incontrano i genitori per presentare il progetto didattico con il piano di lavoro annuale e le varie attività che verranno svolte. A metà anno ci sarà un incontro di verifica con i genitori e a fine anno la presentazione di tutto il lavoro svolto.
La pedagogista è presente una volta a settimana e sviluppa il suo lavoro in più direzioni:
con le educatrici per la programmazione, la supervisione, la formazione
con le famiglie attraverso colloqui individuali su richiesta specifica, incontri di gruppo su argomenti di interesse delle famiglie a sostegno della genitorialità

L’educatrice
Particolare attenzione ricopre L’EDUCATRICE la quale deve possedere i requisiti idonei per lavorare con i bambini oltre che un’adeguata preparazione in discipline pedagogiche, puericultura, igiene, psicologia infantile. Deve porre molta attenzione alla personalità e ai ritmi di ogni singolo bimbo per aiutarlo a sviluppare le proprie capacità e a superare eventuali difficoltà
L’educatrice oltre a favorire lo sviluppo del bambino in tutte le sue dinamiche deve instaurare un buon rapporto con la famiglia nel reciproco rispetto e fiducia per il raggiungimento di un fine comune.
Deve comunicare ai genitori la giornata trascorsa ed eventuali altri particolari prestando importanza a qualsiasi novità o progresso del bimbo per condividere questi momenti con i papà e le mamme.
Approfondisce le notizie sul bambini attraverso colloqui individuali con le famiglie in tre appuntamenti durante l’anno scolastico.
Per questo deve possedere e sviluppare capacità di dialogo e comunicazione oltre che con il bambino.